Maurizio Mochetti Pinguini 1987

Maurizio Mochetti alla Galleria Bonelli

Le nuove tecnologie come strumento per fare arte. La luce come mezzo per rendere visibile lo spazio, nel suo rapporto inscindibile con la dimensione tempo. La mostra di Maurizio Mochetti alla Galleria Giovanni Bonelli. La mia recensione per HESTETIKA MAGAZINE

“Maurizio Mochetti, la personale da Giovanni Bonelli”

di Laura Luppi

La Galleria Giovanni Bonelli di Milano ha inaugurato il 25 febbraio la mostra dedicata a Maurizio Mochetti, un progetto di Giovanni Bonelli e Nicola Furini. L’artista, classe 1940, ha esordito nel 1968 con la prima personale presso la Galleria La Salita, storico luogo di promozione dell’arte a Roma.

A ricordarne l’evento è l’opera Cono realizzata l’anno prima e situata per quest’occasione in posizione centrale, come punto di partenza di un percorso espositivo che affronta i momenti salienti della ricerca artistica di Mochetti fino alle più recenti evoluzioni. L’interesse dominante nei confronti della luce e della possibilità che essa concede di visualizzare lo spazio nel suo inscindibile rapporto con l’elemento tempo, viene sviluppato per mezzo delle nuove tecnologie. Queste, ben lontano dall’essere celebrate o esaltate, rappresentano per l’artista lo strumento contemporaneo attraverso il quale manifestare l’idea dell’opera, il mezzo che la società attuale utilizza nella quotidianità e con cui lui stesso sente l’esigenza inevitabile di relazionarsi. Al laser, col suo fascio di luce monocroma (rossa), non appartiene dunque alcun significato simbolico, ma più propriamente la caratteristica fisica di essere un dispositivo col quale Mochetti può lavorare per rendere percettibile al fruitore la dimensione spaziale come atto di creazione. Applicato dapprima nel campo militare, il laser approda successivamente in molti altri ambiti. L’areonautica in questo caso rientra tra i soggetti ai quali l’artista si avvicina, aggiungendo – essendo anche pilota – un aspetto importante della sua vita privata.

Presenti in mostra diversi modellini di aerei-razzo rivolti verso l’alto dal titolo Pinguini (1987), evocanti per contrasto e ironia l’andatura dondolante del volatile noto non certo per i suoi lunghi e precisi voli. E ancora riproduzioni tridimensionali di ipotetiche traiettorie delle missioni di guerra di un altro aereo-razzo Bachem Natter BA 349 B-1944 (1986), come sorta di “oggetto feticcio” carico di nuovi e allegorici significati. Da qui alcuni camuffamenti o meglio Camouflage su carta che solo a un primo sguardo nascondono la presenza del vero soggetto dell’opera attraverso macchie di colore o altri materiali come la pelle.

Ben allestita in un ampio spazio espositivo come quello della Galleria Bonelli, la personale dedicata a Maurizio Mochetti, presente più volte alle varie edizioni della Biennale di Venezia e vincitore nel 2009 del concorso MAXXI 2per100 con l’opera Linee rette di luce nell’Iperspazio curvilineo (situata poi nell’atrio del MAXXI di Roma), è visitabile con ingresso libero fino al 2 aprile.

 

MAURIZIO MOCHETTI

Milano, Galleria Giovanni Bonelli (via Porro Lambertenghi 6)

25 febbraio – 2 aprile 2016

Da martedì a sabato 11.00 – 19.00; chiuso domenica e lunedì

Ingresso libero

www.galleriabonelli.it

 

Leggi l'articolo