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	<title>Laura Luppi &#187; eventi</title>
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	<description>Il mio occhio sull&#039;arte</description>
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		<title>Premio di Pittura Vittorio Viviani 2022</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2022 18:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Membro di giuria della 24sima edizione del Premio di Pittura Vittorio Viviani, organizzato dalla Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani con il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Membro di giuria della 24sima edizione del Premio di Pittura Vittorio Viviani, organizzato dalla Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani con il supporto dell’Amministrazione comunale di Nova Milanese (MB) e ArciNova.</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>INAUGURATO IL 24° PREMIO VIVIANI: SVELATI I VINCITORI 2022</p>
<p>Nella mostra del concorso opere di 40 artisti. Premiati Riente, Bozzetti e Gubellini. Successo di presenze e pubblico. In Villa Brivio fino al 26 novembre Sabato 12 novembre è giunto a compimento il 24esimo Premio Vittorio Viviani. L’amplissima partecipazione al bando e una folta presenza di pubblico hanno segnato il successo dell’edizione 2022 del concorso artistico di Nova Milanese organizzato dalla Libera Accademia di Pittura. La mostra del Premio intitolato alla memoria del maestro Viviani, fondatore della LAP, allestita nelle sale di Villa Brivio, si è aperta lo scorso sabato pomeriggio. Sale di Villa Brivio gremite di pubblico e artisti. Palpabile l’attesa per lo svelamento dell’esito del concorso. Con l’inaugurazione, sono stati proclamati i vincitori dei tre premi acquisto e degli altri riconoscimenti in palio. Il Premio “Vittorio Viviani”, patrocinato dal Comune di Nova Milanese, è stato assegnato a Marco Riente, 33enne di Milano, docente di discipline plastiche nelle scuole di secondo grado. La sua scultura dal titolo Sotto il cielo di settembre, realizzata in sabbia e resina, ha conquistato il premio del valore di 1.000 euro. L’opera andrà ad arricchire la collezione civica novese. Il Premio “Città di Nova Milanese”, finanziato dal circolo ARCI, del valore di 500 euro, è stato assegnato a Giulia Bozzetti, 28enne di Lodi, per l’incisione titolata Il nostro corpo. L’opera andrà ad aggiungersi ai lavori che impreziosiscono il centro sociale di via Togliatti. Il premio acquisto speciale “70esimo LAP – 1952/2022”, del valore di 500 euro, è andato a Marco Gubellini, 46enne di Osio Sopra (BG), per il disegno a penna biro titolato Vasi comunicanti. Inoltre la commissione artistica ha voluto segnalare le opere di Daniele Nitti Sotres di Milano, Rachele Amadori di Cinisello Balsamo (MI), Yirui Fang di Mestre (VE) e Vittorio Menditto di Concordia Sagittaria(VE).</p>
<p>A scegliere le opere da premiare una commissione artistica composta dalla critica d’arte Vera Agosti, dall’incisore Bruno Biffi e da Laura Luppi, critica d’arte. A coordinare il lavoro della la giuria il direttore della LAP Alessandro Savelli. Dopo un percorso avviato lo scorso settembre, è giunto così a compimento il concorso artistico della LAP, realizzato col sostegno del Comune di Nova Milanese e del circolo ARCI “Enrico Rossi”, il supporto della Fondazione Rossi e il patrocinio di Regione Lombardia e della Provincia di Monza e Brianza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Link <a href="https://www.youtube.com/watch?v=15bLLAOY-HE&amp;t=1549s" target="_blank">video premiazione </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Gli alberi raccontano&#8221; di Antonio Cornacchia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 20:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipazione a &#8220;Gli alberi raccontano&#8221;, il piccolo fragile film di Antonio Cornacchia, art director e graphic designer, giornalista pubblicista, artista, amico. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Partecipazione a &#8220;Gli alberi raccontano&#8221;, il piccolo fragile film di Antonio Cornacchia,</div>
<div dir="auto">art director e graphic designer, giornalista pubblicista, artista, amico.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per maggiori dettagli: <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1fey0fg" tabindex="0" href="https://www.antoniocornacchia.com/esplorazioni/gli-alberi-raccontano?fbclid=IwAR2cAXnUod7WEEMoxIs_wpLTrN07RpZfitENKY_CPVHP7tkEHAFnoVvrahs" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.antoniocornacchia.com/&#8230;/gli-alberi-raccontano</a>.</div>
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		<title>&#8220;Cuneiforme&#8221; la personale di Stefano Masciovecchio</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 19:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[stefano masciovecchio laura luppi fotografia mostra]]></category>
		<category><![CDATA[stefano masciovecchio mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Masciovecchio, “Cuneiforme” Villa Brivio, piazzetta Vertua Prunetti (30 novembre &#8211; 22 dicembre 2019) Inaugurazione sabato 30 Novembre ore 18.00 &#8220;In [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stefano Masciovecchio, “Cuneiforme”</strong><br />
Villa Brivio, piazzetta Vertua Prunetti<br />
(30 novembre &#8211; 22 dicembre 2019)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Inaugurazione sabato 30 Novembre ore 18.00</span></p>
<p>&#8220;In questa sua mostra personale, Stefano Masciovecchio ci conduce in un percorso di ricerca e di studio sulla luce in fotografia.<span class="text_exposed_show"><br />
Un percorso che inizia dall’osservazione della natura fino alla rappresentazione umana, gradualmente riducendo l’uso del colore.<br />
La sintesi di questa ricerca è rappresentata da “Cuneiforme”, il cuore della mostra: l’opera, composta da 33 foto in un bianco e nero quasi privo di toni intermedi, trasforma il corpo in segno grafico, squarci di luce nel buio, come un alfabeto primordiale.&#8221;</span></p>
<p>Durante l&#8217;inaugurazione si svolgerà una performance live di Laura Luppi, che permetterà ai presenti di vedere dal vivo quanto avvenuto in studio.<span class="text_exposed_show"><br />
</span></p>
<figure id="post-1741 media-1741" class="aligncenter dupZoom_btn" data-dupzoom="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2019/11/IMG-20191121-WA0007.jpg"><img class="size-full" src="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2019/11/IMG-20191121-WA0007.jpg" alt="" /></figure>
<figure id="post-1742 media-1742" class="aligncenter dupZoom_btn" data-dupzoom="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2019/11/attachment-copy.jpg"><img class="size-full" src="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2019/11/attachment-copy.jpg" alt="" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eternity is a state of mind</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 15:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi critico d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi francesca manetta]]></category>
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		<category><![CDATA[laura luppi testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra di Francesca Manetta, curata da Cristina Gilda Artese e Laura Luppi presso gli spazi espositivi di Gilda Contemporary Art. Dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mostra di <strong>Francesca Manetta</strong>, curata da Cristina Gilda Artese e Laura Luppi presso gli spazi espositivi di Gilda Contemporary Art. Dal 4 maggio al 18 giugno 2018</p>
<p>Testi in catalogo di <strong>Cristina Gilda Artese</strong> e <strong>Laura Luppi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p><strong>FRANCESCA MANETTA. <em>Eternity is a state of mind</em></strong></p>
<p><strong>Gilda Contemporary Art</strong> presenta la personale dell’artista italiana <strong>Francesca Manetta</strong> (1979, Bergamo) dal titolo <em>Eternity is a state of mind</em>, curata da Cristina Gilda Artese e Laura Luppi.<br />
La mostra, che inaugurerà <strong>giovedì 3 maggio alle ore 18.00</strong>, e visitabile fino al 18 giugno, propone una serie di lavori inediti, risultato di una maturazione e di un’evoluzione progettuale pur sempre fedele al sofisticato linguaggio che contraddistingue la ricerca dell’artista. Le opere fotografiche di Francesca Manetta, curate in ogni dettaglio (dallo scatto alla post produzione) sono infatti caratterizzate da una forte componente onirica, un velato reticolato di simboli e di richiami a miti e racconti del passato, alla letteratura e alla storia dell’arte. Per tale motivo l’ambientazione ricca di elementi naturali, in dialogo con la presenza di corpi umani, ha determinato sin dagli esordi una certa predominanza che in questi ultimi lavori viene a sintetizzarsi, come a riassumersi in un’unica e cardinale protagonista, la rosa. La rosa, nelle sue molteplici significazioni, predilige in tale ciclo la valenza di ricordo, il quale a volte affiora e altre permane come sospeso, in uno spazio-tempo indeterminato ma costante, come sostrato della nostra coscienza. E la rosa dialoga con l’artista, soggetto e oggetto di ogni opera esposta, nata da un intimo percorso introspettivo, non privo anche in questo caso di rimandi allegorici con possibilità interpretative da parte di chi osserva. Nuovi formati, in particolare quello quadrato e rettangolare verticale, offrono ulteriori vie elaborative di un’immagine a confine tra sogno e realtà. Per quanto realizzate digitalmente, le opere di Francesca Manetta, sono il risultato di un processo che nasce dal mondo reale, da oggetti e luoghi in dialogo con una dimensione altra, vicina o lontana a seconda delle proprie percezioni. Una fotografia pittorica, si potrebbe dire, per la sua costruzione, per il risultato estetico, per l’intenzione gestuale, per le atmosfere restituite. Presente in mostra anche un’installazione site-specific posta al centro della seconda sala, a completare e a unificare un percorso espositivo non pensato secondo un ordine temporale o narrativo, ma libero e aperto a riflessioni e suggestioni personali.<br />
Catalogo con testi di Cristina Gilda Artese e Laura Luppi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>FRANCESCA MANETTA. <em>Eternity is a state of mind</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Milano, Gilda Contemporary Art (via San Maurilio 14)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 4 maggio al 18 giugno 2018</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Inaugurazione: giovedì 3 maggio, ore 18.00</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Orari</strong>: dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sabato dalle 10.30 alle 13 e il pomeriggio su appuntamento</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Informazioni</strong>:  tel. 339.4760708</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="mailto:info@gilda.gallery">info@gilda.gallery</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.gilda.gallery/">www.gilda.gallery</a></p>
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		<title>Presentazione OR NOT 14</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 18:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi arte]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi critico curatore arte]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi isobe blank]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi or not 14]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo numero della rivista monografica d&#8217;arte della collana OR NOT, diretta da Cristina Gilda Artese per Edizioni Arsprima. OR NOT 14, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo numero della rivista monografica d&#8217;arte della collana OR NOT, diretta da Cristina Gilda Artese per Edizioni Arsprima.</p>
<p>OR NOT 14, uscito a gennaio 2018, è dedicato all&#8217;artista ISOBEL BLANK, ed  è curato da me e Alessandro Trabucco.</p>
<p>La presentazione si è svolta giovedì 17 febbraio presso gli spazi di GILDA CONTEMPORARY ART, in via San Maurilio a Milano.</p>
<p>Tutte le informazioni a questo link:</p>
<p><a href="http://www.gilda.gallery/presentazione-di-or-not-14-edizioni-arsprima-associazione-per-la-promozione-dellarte-contemporanea/" target="_blank">http://www.gilda.gallery/presentazione-di-or-not-14-edizioni-arsprima-associazione-per-la-promozione-dellarte-contemporanea/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Solstizio d&#8217;Estate da Gilda</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 12:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Solstizio d’estate Un’evocazione dell’estate a cura di Cristina Gilda Artese Testo di presentazione di Laura Luppi Mercoledì 21 giugno 2017 dalle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Solstizio d’estate</strong><br />
<strong>Un’evocazione dell’estate a cura di Cristina Gilda Artese</strong><br />
<strong>Testo di presentazione di Laura Luppi</strong><br />
<strong>Mercoledì 21 giugno 2017 dalle ore 19,00 </strong></p>
<p><strong>Gilda Contemporary Art<br />
via San Maurilio 14 Milano<br />
Solo su invito</strong><br />
<strong><br />
Dopo il Solstizio: le tracce.</strong><br />
<strong>22-23 dalle ore 10,30 alle ore 19 e sabato 24 giugno dalle ore 10 alle ore 13</strong><br />
<strong>Aperto al pubblico</strong></p>
<p>In occasione del solstizio d’estate Gilda Contemporary Art presenta un doppio evento, per celebrare con l’arte il momento che segna il passaggio verso la nuova stagione tra antiche credenze e linguaggi contemporanei. Il primo avrà luogo la sera del 21 giugno in forma privata (solo su invito), e accoglierà l’indagine sul movimento e sul corpo, sul suono e sulla luce, sull’immagine a confine tra realtà e irrealtà, grazie all’installazione site specific di Francesca Manetta accompagnata da un’opera scultorea di Annalù Boretto, e a tre interventi coreografici di Diego Tortelli con installazioni sonore di Francesco Sacco. Il secondo, aperto al pubblico, avrà la durata di tre giorni, dal 22 al 24 giugno, e includerà due produzioni video realizzate da Alejandro Ferrante per l’occasione.</p>
<p>Dal punto di vista astronomico nel mese di giugno il sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge il valore massimo di declinazione positiva, dando inizio all’estate boreale e all’inverno australe. Questo fenomeno ritarda ogni anno di circa sei ore, riallineandosi ogni quattro in corrispondenza dell’anno bisestile, introdotto appositamente per rimediare al problema della progressiva divergenza delle stagioni rispetto al calendario. Nell’emisfero boreale a mezzogiorno locale il sole giunge dunque all’altezza massima possibile sull’orizzonte per quella latitudine (al contrario di quanto accade durante il solstizio d’inverno). Se però intorno al 21 giugno esso trionfa col maggior numero di ore di luce, nello stesso giorno comincia altresì il suo declino. Il termine stesso solstizio (dal latino solstitium, composto da sol-, &#8220;sole&#8221; e -sistere, &#8220;fermarsi&#8221;) ricorda come il sole sembri indugiare in tale posizione prima di incamminarsi nuovamente lungo il suo percorso discendente. Questa dualità, la ciclicità delle stagioni associate all’evento, le molteplici valenze simboliche racchiuse ed espresse attraverso il moto dei pianeti e i flussi energetici ad essi legati, hanno suscitato fin dall’antichità il desiderio di commemorare il solstizio con riti e usanze spesso molto simili tra loro. Questo a dimostrazione del fatto che il mistero del continuo ripetersi dell’identico, del rinnovamento della vita e la sua rigenerazione, ha parlato all’uomo antico in una lingua ben comprensibile anche all’uomo contemporaeno, capace ancora di stupirsi al di là di ogni spiegazione scientifica.</p>
<p>Gilda Contemporary Art propone dunque il suo sguardo attraverso gli occhi dell’artista Francesca Manetta che, con l’installazione site specific “Giardini Allegorici, Cap.III: Sol Stat”, restituisce le atmosfere metafisiche associate all’appuntamento solstiziale. Secondo molte credenze ancestrali in questa occasione si sprigionerebbero forze naturali, con l’apertura di varchi (o porte) verso il regno delle acque, della luna e della Grande Madre. Se il Sole rappresenta l’elemento maschile, il mondo della coscienza e della ragione, alla Luna appartengono l’intuizione e l’inconscio. E se il Sole, simbolo del fuoco divino, entra nella costellazione del Cancro, simbolo delle acque e dominato dalla Luna, l’unione delle polarità dei due pianeti determina la conseguente fusione temporale di sogno e realtà. La Luna passa sotto il controllo del Sole, mentre il fuoco e l’acqua divengono elementi purificatori per cerimonie che prescrivono immersioni in fiumi e laghi, o l’accensione di falò nelle alture. Il Dio romano Bifronte, guardiano delle soglie e dei passaggi, non a caso regge in mano una chiave (l’acqua) e un bastone (il fuoco); mentre qualche giorno dopo il solstizio estivo (il 24 giugno) ricorre la festività cattolica della natività di San Giovanni Battista, colui che battezzò il Cristo, e tra i cui attributi figura proprio il fuoco. Infine i Druidi festeggiano il trionfo di “Oiw”, la forza vitale personificata dal Re Quercia (l’albero emblema del potere della terra), incoronato non a caso la sera del 21 giugno, tradizione a cui, insieme a quella del Re Cervo, Francesca Manetta si era già avvicinata per la produzione del primo capitolo dei suoi “Giardini Allegorici”.</p>
<p>In stretto dialogo con l’opera di Francesca Manetta, “Heliantus”, la performance di Diego Tortelli suddivisa in tre momenti interpretati da Vanessa Loi, Anita Lorusso e Giuseppe Morello con la direzione musicale e le installazioni sonore di Francesco Sacco, animerà lo spazio espositivo di Gilda Contemporary Art. Attingendo al mito greco della ninfa Clizia innamorata del dio del sole Apollo e trasformata in un girasole (dal greco “helios”, sole, e “anthos”, ﬁore), l’indagine sul gesto attraverso i corpi dei danzatori non sarà finalizzata a un’intenzione narrativa, quanto esperenziale, secondo la ricerca artistica del coreografo Diego Tortelli che col movimento astratto trasmette messaggi la cui interpretazione non subisce l’obbligo dell’univocità. Unica e irripetibile sarà invece la possibilità di assistere e partecipare al rito propiziatorio di danza contemporanea, anch’esso site specific, strutturato secondo un vero percorso iniziatico suddiviso in tre sezioni in crescendo. Dal buio alla luce, dalle tenebre fisiche e metafisiche dell’inverno in direzione della luce estiva del solstizio, lo spettatore sarà invitato a interagire con le suggestioni prodotte da una performance arricchita dall’installazione di Francesco Sacco, che propone una fruizione sonora inconsueta. Rivivendo la sacralità di antichi culti legati inoltre a piante ed erbe dalle peculiarità salvifiche o divinatorie, tra cui il vischio e le spighe di grano &#8211; simbolo della fertilità e attributo di Persefone e della Dea Madre – la circolarità e il susseguirsi delle stagioni verranno onorati per mezzo di strumenti e linguaggi d’arte contemporanea.</p>
<p>Per non lasciare incompiuta l’esperienza del dopo, di forze ed energie che si fanno assenza e nuova presenza, perché lasciano le tracce del loro passaggio nei luoghi ove si sono manifestate, Gilda Contemporary Art resterà aperta al pubblico con la stessa veste tematica nei tre giorni successivi al solstizio: il 22, il 23 e il 24 giugno. Sarà dunque possibile visitare la galleria e fruire nella prima sala l’installazione di Francesca Manetta, accompagnata dall’opera scultorea di Annalù Boretto “N.E.S.T.” (Never Ending Summer Tree). Il suo omaggio all’archetipo universale dell’esistenza, l’Albero della vita, è realizzato in vetroresina, carta, radici e inchiostri, in stile bonsai, quello degli arbusti in miniatura mantenuti intenzionalmente tali tramite potatura e intervento sulle radici. Nella seconda sala l’installazione sonora di Francesco Sacco affiancherà una delle due produzione video curate dall’artista poliedrico Alejandro Ferrante. Questa, in particolare, darà testimonianza delle sensazioni e degli stati d’animo dei danzatori al termine delle performance, nell’attimo di tregua, nella loro intimità, in una dimensione preclusa allo spettatore stesso e per questo anch’essa a suo modo unica e irripetibile. In uno spazio per così dire atemporale, in un racconto non descrittivo ma emozionale, il Solstizio d’Estate di Gilda giungerà così al suo effettivo compimento grazie all’interazione di più forme artistiche contemporanee con cui è possibile relazionarsi per interrogarsi ancora sull’enigma della vita e della sua ciclicità.</p>
<p>Testo di Laura Luppi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presentazione OR NOT 13, edizione Arsprima</title>
		<link>https://www.lauraluppi.com/presentazione-or-not-13-ed-arsprima/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Apr 2017 22:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi arte]]></category>
		<category><![CDATA[laura luppi critico arte]]></category>
		<category><![CDATA[LAURA LUPPI GIORNALISTA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[LAURA LUPPI SILVIO GIORDANO]]></category>

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		<description><![CDATA[Un evento di arsprima ospitato da Gilda Contemporary Art 27 aprile 2017 ore 18 Gilda Contemporary Art Via San Maurilio 14 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Un evento di arsprima ospitato da Gilda Contemporary Art</h3>
<p><strong>27 aprile 2017 ore 18</strong><br />
<strong> Gilda Contemporary Art</strong><br />
<strong> Via San Maurilio 14 Milano</strong></p>
<p>Il 27 aprile 2017 alle ore 18 presso Gilda Contemporary Art in via San Maurilio 14 a Milano, sarà presentato il nuovo numero di: <strong><em>Or Not, rivista monografica di anomalie contemporanee</em></strong> edita dall’associazione <strong>arsprima</strong>, dedicato all’opera di Silvio Giordano, poliedrico artista potentino la cui ricerca è difficilmente classificabile in categorie artistiche predefinite.<br />
Or Not è giunta alla sua tredicesima edizione, un numero che ha un significato emblematico, sia per la scelta dell’artista, sia per le caratteristiche che presenta: ha come soggetto principale non solo la sua opera monografica, ma anche una tematica precisa, legata proprio al numero 13, e cioè il <strong>complesso concetto di vita e di morte</strong>; inoltre è organizzato in un ideale percorso circolare del quale non è possibile individuare un inizio e una fine, con l’intento di procedere in un cammino di conoscenza del suo lavoro e delle sue idee, senza soluzione di continuità.<br />
Il 13, come numero karmico, rappresenta proprio la Morte, non come la fine di tutto, piuttosto come rinascita e trasformazione. Il 13 è anche il numero dei mesi lunari in un anno, quindi la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, e anche dei segni in alcune antiche culture astrologiche, come quella celtica e dei nativi americani.<br />
La scelta è stata ben ponderata sulla base dei molti significati esoterici legati al numero 13 e dalle affinità simboliche di tali concetti con il lavoro artistico di Silvio Giordano. In esso è riscontrabile un atteggiamento di continuo mutamento e rigenerazione creativa, in una sorta di percorso evolutivo che procede per fasi.<br />
Gilda Contemporary Art è una nuovissima realtà espositiva inaugurata proprio lo scorso 16 marzo.<br />
I curatori di questa particolare edizione sono <strong>Laura Luppi e Alessandro Trabucco</strong>. Sarà accompagnata dalla proiezione, in prima assoluta per la città di Milano, del film <strong>The Prince of Venusia</strong>, “graphic novel” realizzata da Silvio Giordano nel 2015 e dedicata alla drammatica vicenda umana e artistica del grande madrigalista del ‘500 Gesualdo da Venosa.<br />
Proiettata in prima assoluta nazionale a Potenza nel luglio 2016, questa opera filmica di grande respiro è stata resa possibile grazie ai fondi Po Fesr Basilicata 2007-2013, destinati ad esordienti opere cinematografiche, e al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Laurenzana e Nova Siri.<br />
Il film, realizzato con la partecipazione di attori professionisti e maestranze lucane, è frutto di un’approfondita e minuziosa ricerca storiografica e sociologica, e il risultato è un’intensa e coinvolgente messa in scena di una storia vera, un delitto passionale dai risvolti inquietanti e dalle sorprendenti ed esoteriche chiavi di lettura. Un viaggio emozionale che toglie il respiro dal primo all’ultimo secondo.</p>
<p><em>immagine: The Silver Mirror, Silvio Giordano</em></p>
<div id="rev_slider_15_1_wrapper" class="rev_slider_wrapper fullwidthbanner-container" data-source="gallery"> Link sito ufficiale <a href="http://www.gilda.gallery/27-aprile-2017-ore-18-presentazione-di-or-not-13-dedicato-a-silvio-giordano/"><strong>GILDA CONTEMPORARY ART</strong> </a></div>
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		<title>Buon compleanno Giuseppe Veneziano!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 13:48:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una festa di compleanno sopra le righe come di consueto per l&#8217;artista Giuseppe Veneziano, o meglio &#8220;tra le righe&#8221;, quelle dentro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una festa di compleanno sopra le righe come di consueto per l&#8217;artista<strong> <a href="http://www.giuseppeveneziano.com/">Giuseppe Veneziano</a></strong>, o meglio &#8220;tra le righe&#8221;, quelle dentro le quali bisognava stare per farsi scattare la propria foto segnaletica. Avete letto bene; quest&#8217;anno la performance stravagante a cui gli invitati hanno preso parte consisteva proprio nel farsi ritrarre come i peggiori criminali con la scheda di riconoscimento tra le mani recante nome e cognome, numero identificativo e gli immancabili auguri al festeggiato. Una trovata divertente a cui tutti i presenti hanno partecipato volentieri, compresa me, mettendo in atto le espressioni del volto più convincenti per entrare al meglio nella veste del malvivente.</p>
<p>Atmosfere da film americano quindi, ma anche e soprattutto della terra d&#8217;origine dell&#8217;artista, con i sapori dei cibi e dei i vini tipici della Sicilia. Non è mancata nemmeno la musica, con una band che ha suonato dal vivo un repertorio misto di canzoni, di cui era inevitabile ogni tanto canticchiarne in coro il ritornello. Sopra le nostre teste e sui muri, invece, alcune delle opere inedite di Veneziano, caratterizzate come sempre da quell&#8217;immancabile ironia che le contraddistingue tra personaggi tratti dai fumetti più popolari e dalla società attuale, non certo priva di contraddizioni da cui prendere spunto.</p>
<p>Infine un discorso simpaticamente imbastito da Andrea Pinketts ha paragonato con ironia Veneziano a &#8220;un bicchiere&#8221;, quello col quale in realtà abbiamo brindato volentieri dopo i ringraziamenti e il taglio della torta, una cassata rigorosamente siciliana. Non resta che aspettare il prossimo anno e scoprire quale altra sorpresa avrà in serbo Giuseppe per noi!</p>
<figure id="post-1329 media-1329" class="alignright dupZoom_btn" data-dupzoom="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2016/03/Untitled-1.jpg"><img class=" aligncenter" src="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2016/03/Untitled-1.jpg" alt="" width="584" height="292" /></figure>
<p><a href="http://www.giuseppeveneziano.com/" target="_blank">www.giuseppeveneziano.com</a></p>
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<p>foto in copertina di Fabrizio Fenucci</p>
<p>testo di Laura Luppi</p>
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		<title>Presentazione Or Not 1+1</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2015 21:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[OR NOT 11 dedicato a Pietro Mancini e Officina Tom direttore artistico Cristina Gilda Artese main curator Laura Luppi edizioni Arsprima [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>OR NOT 11</p>
<p>dedicato a <strong>Pietro Mancini</strong> e <strong>Officina Tom</strong></p>
<p>direttore artistico <strong>Cristina Gilda Artese</strong></p>
<p>main curator<strong> Laura Luppi</strong></p>
<p>edizioni <a href="http://www.arsprima.it/" target="_blank"><strong>A</strong><strong>rsprima</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 DICEMBRE 2015 ore 19.00</p>
<p>LIBRERIA GOGOL &amp; COMPANY</p>
<p>via Savona 101, Milano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="fsl"><span class="text_exposed_show">OR NOT 11<br />
La rivista Or Not, giunta all’undicesima pubblicazione, prosegue dunque il suo incarico di mezzo multidisciplinare per indagare i diversi ambiti culturali e sociali che essa può investire. In maniera eccezionale, e solo per questa edizione, i protagonisti coinvolti sono due: Pietro Mancini e Officina Tom, autonomi nella propria identità artistica ma allo stesso tempo legati tra loro. L’unicità alla base di tale dualità viene graficamente espressa nella numerazione del progetto editoriale, reinterpretando il numero 11 nella formula 1+1.<br />
Un’unica pubblicazione quindi per due sezioni dedicate e attraverso cui potersi imbattere in svariati argomenti: l’adolescenza, la geometria nell’arte, la sacralità e il suo dialogo col profano, infine il potere curativo ed espressivo del fare arte all’interno di Cooperative sociali e di farlo in maniera professionale, sperimentale e innovativa.</span></span></p>
<p>SEZIONE DEDICATA A PIETRO MANCINI<br />
Pietro Mancini è un artista italiano la cui attività si svolge prevalentemente tra Pomezia e Roma. Il suo eclettico lavoro si sviluppa attorno a molteplici tematiche affrontate col mezzo fotografico e le nuove tecnologie digitali, ma donando sempre un’impronta scultorea e pittorica all’opera finale. Il suo percorso si muove attraverso l’indagine dell’essere umano, con un’attenzione particolare alla fase adolescenziale concepita non in termini prettamente transitori quanto piuttosto atemporali, come parte integrante o latente di ogni individuo anche adulto. La fragilità dell’essere e la sua esigenza di identità intesa in senso collettivo e non esclusivamente individuale, viene maggiormente evidenziata dalla riflessione sull’utilizzo di immagini allegoriche da parte di brand e marche di abbigliamento. L’atteggiamento dell’artista a riguardo non vuole però essere né di denuncia, né di critica, ma di pura constatazione dell’esigenza generale di un recupero di valori, dei significati originari dei simboli antichi trasformati oggi in loghi per il loro utilizzo commerciale. Ciò che a Mancini interessa primariamente sottolineare è tale desiderio più o meno inconscio o conclamato di riavvicinarsi a una sorta di sacralità primitiva, anche attraverso il profano. Da qui i suoi lavori in alluminio retro-illuminati di grande impatto emotivo inducono alla contemplazione religiosa (in senso ampio) quanto all’esplorazione del linguaggio utilizzato per comunicare un messaggio attuale. L’elemento geometrico, filo conduttore e tratto imprescindibile della sua arte, acquisisce nuovi significati ben lontani da quelli matematici convenzionali. La geometria vuole infatti rappresentare una maniera diversa di raccontare le tensioni innate che agitano dall’interno l’essere umano, portandolo possibilmente ad accrescere la predisposizione alla speranza, all’apprezzamento della vita nella sua concretezza, nella sua immediatezza. Il supporto, la materia stessa delle opere (alcune pensate ai fini installativi), spesso affiora come parte integrante, manifestando maggiormente la connessione tra il “concreto” (inteso in senso fenomenico, cioè il percepibile) e tutto ciò che tende verso o a qualcosa d’altro, non spiegabile in termini razionali ma comunicabile e condivisibile sul piano istintivo.<br />
Pietro Mancini ha recentemente vinto il Premio Nocivelli con l’opera “Deposizione” (2014) e ha esposto in numerose collettive e personali italiane ed estere.</p>
<p>SEZIONE DEDICATA A OFFICINA TOM<br />
Nato da un’idea di Cristina Gilda Artese e Pietro Mancini, Officina Tom è un vero e proprio laboratorio creativo che prende vita all’interno degli spazi della Cooperativa sociale Primo Sole dislocati tra Roma, Pomezia, Velletri e Anzio, in collaborazione con Roma Capitale – Assessorato Politiche Sociali, Salute, Casa ed Emergenza Abitativa. In questi luoghi il disagio psichico viene affrontato in fase terapeutica e curativa anche attraverso lo svolgimento di attività di vario genere, finalizzate inoltre all’inserimento o reinserimento degli utenti nel mercato del lavoro.<br />
Per trasmettere al meglio l’atmosfera che si respira in queste strutture, in particolare durante la creazione dei progetti artistici, è stato scelto di dare la parola a chi in esse vive, lavora o collabora sia come utente (artista) che come assistente medico e maestro d’arte. Le testimonianze raccolte accompagnano dunque l’esposizione delle opere del collettivo in un viaggio non privo di sorprese e considerazioni ben lontane dal pregiudizio e dall’opinione comune.<br />
L’arte, quel fermento creativo a cui è sempre difficile trovare una definizione chiara e univoca, in Officina Tom ha la possibilità di esprimersi e manifestarsi nella sua spontaneità e condivisione, grazie al contributo dato con discrezione dal direttore artistico Pietro Mancini. Il suo ruolo risulta infatti marginale rispetto a quello che ci si aspetterebbe, legato soprattutto alla fase organizzativa e riassuntiva delle tante idee che il gruppo propone e poi realizza in prima persona, ognuno secondo le proprie predisposizioni e capacità innate o acquisite. Il mercato dell’arte dimostra una buona apertura verso questa nuova e preziosa realtà, e Or Not sceglie di dedicargli la seconda sezione del numero 11, o meglio 1+1, seguendo la sua dichiarata veste di promotore culturale di anomalie contemporanee.</p>
<p>Laura Luppi</p>
<p><em>Vedi immagini della presentazione su <a href="http://www.ornotmagazine.it/11-pietro-mancini-officina-tom-2/" target="_blank"><strong>OR NOT MAGAZINE</strong></a></em></p>
<figure id="post-879 media-879" class="aligncenter dupZoom_btn" data-dupzoom="http://www.lauraluppi.com/wp/wp-content/uploads/2015/11/12234852_498309373677668_5348548071765299577_n1.jpg"></figure>
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		<title>OR NOT 11 PIETRO MANCINI + OFFICINA TOM</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 10:22:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OR NOT 11 Rivista monografica d&#8217;arte dedicata a Pietro Mancini e Officina Tom direttore artistico Cristina Gilda Artese main curator Laura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>OR NOT 11</p>
<p>Rivista monografica d&#8217;arte dedicata a Pietro Mancini e Officina Tom</p>
<p>direttore artistico Cristina Gilda Artese</p>
<p>main curator Laura Luppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 DICEMBRE 2015 ore 19.00</p>
<p>LIBRERIA GOGOL &amp; COMPANY</p>
<p>via Savona 101, Milano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stiamo arrivando!</p>
<p>&nbsp;</p>
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